Quando il panettone è “raffreddato”

Mantenere soffice e fragrante il dolce principe della nostra tradizione?

Che cosa c’è di più gradevole di dare il primo morso a un buon dolce, appena aperto, che profuma di fresco? Per i golosi, e non solo, è un piacere assoluto.

Ma gustare un dolce, in tutta la sua fragranza, è una delizia possibile anche quando lo teniamo da qualche giorno in cucina dopo averne già degustato le prime fette.

E’ il caso del panettone, prodotto principe della nostra tradizione. Come mantenerlo fragrante e morbido? Per prima cosa, una volta aperto, si raccomanda di richiuderlo bene perché non entri aria nella confezione ed è meglio conservarlo in un luogo possibilmente asciutto e fresco.

Se il dolce rimane a temperatura fredda, e se probabilmente è anche già tagliato, per gustarne pienamente la qualità dobbiamo portarlo comunque a una temperatura di 25 gradi.

Non serve però…il termometro. Basta dargli un po’ di calore. Accade come per il vino rosso: se lo teniamo in frigo e ne beviamo un bicchiere, i profumi non si sentono. E allora prima di consumare il panettone “raffreddato” accendiamo il forno, vi teniamo dentro il dolce per 2-3 minuti a 100 gradi, e il gioco è fatto. Con questo accorgimento l’alta percentuale di burro tende a sciogliersi lentamente, ridando quindi sofficità al panettone e valorizzando i profumi.

E’ un regola valida per tutti i panettoni, ma in particolare per quelli di produzione artigianale, apprezzati per la qualità degli ingredienti che danno quel tocco in più all’eccellenza del gusto.

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